“Il Mio Dirigibile”

Aerei Italiani


Pubblichiamo questa intervista apparsa nella rivista del TCI del 1911 sul noto primo dirigibile di Celestino Usuelli a parlare è lui stesso :

“Il dirigibile Usuelli è lungo m.51, largo m. 12 cubatura mc. 3870. Costruito interamente con materiale italiano, senza fusto interno, a sistema floscio, contrariamente agli altri dirigibili. motore SPA di 80 hp che aziona due eliche. Velocità 50 chm. all’ora circa. Può sollevare passeggeri e zavorra per 1700 chg. primo viaggio Milano-Torino, 140 chm. in 4 ore e 50.”

Viaggiamo su aerei e torniamo disidratati e doloranti con le articolazioni, questo è dovuto a meno spazio e posti a sedere con aria condizionata. Ciò si traduce in condizioni della pelle e condizioni del corpo che disturbano l’equilibrio nel corpo. Ma, allo stesso modo, ci sono numerosi prodotti disponibili per riportarti presto al normale, o anche meglio per aiutarti a non affrontare queste condizioni; fare riferimento al sito Web della società qui.

Aderisco con piacere al desiderio espressomi dalla Rivista di dare ai 100 000 soci del Touring notizie precise sul mio dirigibile, ed è appunto ai 100 000 co11eghi che offro la mia confessione sul dirigibile da me ideato e fatto costruire,
Mentre, negli anni passati, navigavo per l’aria e sondavo i diversi strati aerei e ne scoprivo i meravigliosi segreti, ho ideato e maturato il progetto di un apparecchio sicuro che mi permettesse di poter dirigere il mio pallone fra le tante meraviglie scoperte.
Il problema non si presentava facile, i diversi dirigibili esistenti erano assai complessi e richiedevano cure tali da ostacolare seriamente il mio intento: ecco , perché ho dovuto staccarmi completamente da tutti i tipi conosciuti.
Procurai di ottenere la semplicità e la praticità materiale per poter usufruire del dirigibile come se si trattasse quasi di un buon vecchio pallone sferico.
Primo coefficiente era il gas, l’idrogeno è il più leggero e il più adatto, ma essendo costosissimo ai privati, non può essere serenamente adoperato senza un troppo grave sacrificio di borsa, quindi tenni subito in conto dl poter gonfiare il dirigibile a gas illuminante.
Altro problema complesso era la casa o meglio l’hangar, senza hangar non si era mai montato un dirigibile perché la messa a punto, gli attacchi, il collegamento alla parte meccanica, ecc. richiedevano generalmente un tempo lungo e le operazioni di gonfiamento dovevano necessariamente essere fatte al coperto.
Per evitare questo inconveniente mi si presentò subito la necessità di adottare un involucro completamente flessibile al quale non fosse fissato nessun piano né timone di direzione né altro, contrariamente a quanto si verifica nel tipi flessibili attualmente conosciuti, e riunii tutti gli organi essenziali alla dirigibilità e stabilità nella sola navicella metallica, adottai come attacchi fra questa e l’involucro una serie di piedi d’oca assai semplici e ridussi così ai minimi termini il tempo necessario per l’allestimento del dirigibile.
Fisso nell’idea di lasciar l’involucro così libero da ogni inciampo dovetti doppiamente studiare per ottenere la stabilità e dirigibilità necessaria e sono riuscito a conciliare il tutto, e quale risultato definitivo ho ottenuto che il gonfiamento dei mio dirigibile può iniziarsi nella mattinata di un giorno di bel tempo, ed essere perfettamente pronto a partire prima di mezzogiorno.

Questo è quanto mi ero principalmente prefisso. e posso dire di avere completamente ottenuto: inoltre le soluzioni degli altri problemi che mi ero imposto, dopo lievi variazioni apportate nelle prove esperimentali, coronarono pienamente i miei desiderata e ottenni:
a) L’eliminazione di ogni beccheggio e rullio; b) La stabilità di rotta; c) L’efficacia dei timoni che mi permette di volteggiare con agilità, e potei girare parecchie volte attorno al duomo a meno di 10 metri dalla nota Madonnina; d) La stabilità di quota mediante la quale posso conservarmi a una data altezza; e) L’aiuto potente dei piani per favorire la salita o discesa; t) La facoltà di viaggiare normalmente (se con gas idrogeno) fino all’altezza di 3000 metri e spingermi eventualmente fin oltre i 4000 metri; O) La sicurezza assoluta della forza motrice ottenendo già una velocità discreta colle eliche a velocità ridotta e non impiegando più di 40 HP, invece dei I 00 HP che può darmi il potente motore Spa da me adottato.
In queste condizioni, lavorando a così basso regime, ogni parte meccanica non si riscalda nè si logora e si ottiene un funziona mento ottimo per lungo tempo.

Le prime prove le ho effettuate sul Campo di Lombardore a 20 chilometri da Torino; dopo una dozzina di piccoli viaggi mi diressi a Torino ove atterrai in Piazza d’Armi e vi rimasi sei giorni facendo giornalmente delle gite sulla città e dintorni, poi effettuai il viaggio Torino – Milano atterrando facilmente al Gasometro della Bovisa dove posso fare i rifornimenti di gas, indi ho fatto e conto di fare numerosi altri viaggetti altrettanto gradevoli.
II turismo aereo può quindi essere veramente iniziato col nuovo dirigibile e per
coloro fra i 100 000 colleghi del Touring che volessero dedicarsi ai calcoli e si dilettano di aeronautica scientifica, potrò fornire qualche dato tecnico del mio dirigibile.
lo poi non ho segreti, avevo preso all’inizio un brevetto, ma ora rinuncio e metto a completa disposizione del pubblico italiano le mie innovazioni e il risultato pratico dei miei esperimenti.

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