Correva l’anno 1936 Vi proponiamo un articolo apparso su “L’Aerotecnica” 10 fascicolo:

Aeroplano da ricognizione strategica e da combattimento “Ro.37”

Il Ro. 37 è un apparecchio da ricognizione strategica c da combattimento, biplano, monomotore, biposto. Può venire montato normalmente sia con motore Fiat A.30 R. A. raffreddato ad acqua, che sviluppa 550 C. v. a 3000 m., sia con motore stellare Piaggio P. X. R., raffreddato ad aria, che sviluppa 700 c. v. a 1000 m. Può venire montato anche con motore Piaggio P. XI Re. 30 a doppia stella, della potenza di 950 c. v. a 3000 m. oppure con motore Gnòme -Rhòne « Mistral Major» 14 Kirs, della potenza di 870 c. v. a 3200 m.

Il « Ro. 37 » possiede una notevole autonomia, una elevata velocità orizzontale, con una ragguardevole velocità di salita ed un’ottima maneggevolezza, che unita all’elevato coefficiente di robustezza (14,5), gli consente di compiere qualsiasi evoluzione acrobatica. Il Ro. 37 con motore Fiat A. 30 R. A. sviluppa una velocità di 318 km/h a bassa quota e di 335 km/h a 3000 m., sale

a 6000 m. in 16′ ed ha un’autonomia. con carico normale di 835 kg. ed alla velocità di 280 km/h, di 1500 km. Con motore Piaggio P. X. R. esso sviluppa una velocità di 310 km/h a bassa quota e di 30Q a 2000 m., sale a 6000 m. in I8~2″ ed 1m un’autonomia, con lo stesso carico utile di 835 kg. ed alla velocità di 260 km/h, di 1350 km. La sua velocità di atterramento è 110 km/h. L’autonomia a serbatoi pieni è di 1750 km. con il motore Fiat; di 1600 con il motore Piaggio. misura massima delle ali superiori m. 11,08, delle inferiori m. 9,39; superficie portante totale m. 231,36; lunghezza massima dell’apparecchio m. 8,62 con motore Fiat, m. 8,56 con motore Piaggio Peso a vuoto kg. 1450.

L’ apparecchio è a doppio comando. I posti dell’equipaggio, dei quali quello del pilota è situato anteriormente, sono del tipo aperto.

Il parabrezza del pilota è costituito da tre ampi pannelli in vetro, che consentono una perfetta visibilità in ogni senso. Tra il posto dell’osservatore e quello del pilota è sistemata una protezione fissa a copertura trasparente, che permette dirette comunicazioni tra i due componenti dell’ equipaggio e costituisce all’estremità posteriore un deflettore di protezione dell’osservatore.

Invece della disposizione suddetta i posti dell’equipaggio possono venire protetti da una cabina chiudibile, completamente trasparente, costituita da un parabrezza anteriore, da una parte centrale fissa, entro cui può rientrare, scorrendo su guide longitudinali, la parte posteriore, e da due pannelli scorrevoli entro guide trasversali tra il parabrezza e la parte centrale. Detti pannelli sono regolabili indipendentemente in altezza, in modo che è possibile con uno di essi creare un riparo ove meglio aggrada, oppure con tutti e due chiudere completamente il posto del pilota.

Entrambe le sistemazioni consentono facilmente l’eventuale lancio con paracadute.

Il posto dell’osservatore è fornito sulle due fiancate di finestrini apri bili con deflettori e sul fondo di un ampio finestrino fisso con vetro di sicurezza, che consentono comode ed ottime possibilità di osservazione.

Il sedile del pilota è regolabile in altezza a terra. Quello dell’osservatore, a schienale ribaltabile, può venire fissato in volo a due diverse altezze, è girevole intorno al proprio asse verticale e può rotare verso la fiancata destra, in modo da lasciare completamente libera la parte centrale della fusoliera in corrispondenza del posto dell’osservatore.

Per il volo ad alta quota è prevista l’installazione dell’inalatore di ossigeno sia per il pilota sia per l’osservatore.

La cellula del « Ro. 37″ è biplana scalata, con ali a pianta rettangolare rastremata all’estremità e profilo biconvesso tipo Romeo.
L’ala superiore ha un diedro trasversale di 2°, ed un diedro in pianta di 2°30′.

Essa è costituita da un pianetto, sostenuto da montanti ed irrigidito da crociere, e da due semiali. L’ala inferiore è formata da due semiali incernierate direttamente alla fusoliera. Le ali sono collegate da montanti esterni e da crociere di tiranti lenticolari. I montanti sono in tubo di acciaio al Cr-Mo; i tiranti in acciaio ad alta resistenza.

Le ali sono costituite da due longheroni in tubo di duralluminio a sezione rettangolare, con fori di alleggerimento sulle pareti laterali e da centine a traliccio in legno; puntoni in tubo di duralluminio e crociere in filo di acciaio completano l’armatura interna. Tutti gli attacchi sono in lamiera di acciaio al Mn. saldata all’autogeno. Le ali sono completamente rivestite in tela; il bordo di attacco e le estremità sono ricoperti in compensato, rivestito in tela.

Gli alettoni, montati sull’ala superiore, sono costituiti da un tubo longherone di duralluminio e da centine in legno, e sono rivestiti in tela.

La fusoliera, a sezione rettangolare, è costruita in tubi di acciaio al Cr-Mo saldati all’autogeno. Gli attacchi sono di acciaio al Mn. Mentre le fiancate sono interamente in tubi, le travi superiori ed inferiori sono in parte controventate con crociere di acciaio ad alta resistenza. Per la rigidità torsionale tre ordinate sono controventate ; due, d’estremità, in tubi; una intermedia, dopo il posto dell’osservatore, con una crociera di fili.

Tanto il dorso quanto il fondo della fusoliera, da prua sino al pavimento dell’osservatore, sono ricoperti da cappottine in duralluminio, facilmente smontabili. I fianchi e la parte poppiera del fondo sono rivestiti in tela, la cui forma ò mantenuta sui fianchi da listelli di legno e sul fondo da lamiera in duralluminio.

Il castello motore ò pure in tubi di acciaio al Cr-Mo ed ò fissato alla fusoliera mediante sei bulloni. Esso è rivestito con copertine in duralluminio facilmente e rapidamente smontabili.

Dei due motori che possono venire montati, sull’apparecchio, il Fiat A. 30 R. A. è un motore del tipo sovradimensionato, raffreddato ad acqua, della potenza di 600 c. v. a terra, a gas ridotti ed a 2600 giri, la cui potenza di omologazione a 3000 m. ed a 2750 giri è di 550 c. v. Esso è munito di riduttore con rapporto 1/1,611.

Il Piaggio P. X. R., invece, è uno stellare a 9 cilindri raffreddato ad aria, munito di riduttore con rapporto 1/1,611 e di compressore a ventola; la sua potenza di omologazione, a 1000 m. di quota ed a 2350 giri, è di 700 c. v., mentre la potenza a terra ed allo stesso numero di giri è di 670 c. v.

L’elica per il motore Fiat A. 30 R. A. è metallica, a due pale, del diametro di m. 2,95. L’elica per il motore P. X .R. è tripala metallica, a passo regolabile a terra, di m. 3,15 di diametro.

Il castello motore, sia per il motore A. 30 R. A., sia per il motore P. X. R. è in tubi di acciaio al Cr-Mo saldati all’autogeno, e viene fissato alla fusoliera con sei bulloni. 11 castello per il motore A. 30 R. A. è munito di longherine in duralluminio, alle quali il motore viene fissato mediante cinque bulloni per parte.

Il motore P. X. R. viene fissato all’anello porta motore del castello mediante nove bulloni, con interposti tamponi elastici di gemma dura.

Detto motore è provvisto di anello Magni, facilmente smontabile per le operazioni di verifica.
Il Ro. 37 è a doppio comando. La trasmissione dei comandi ai timoni ed agli alettoni è realizzata con cavi flessibili di acciaio. L’incidente del piano fisso è regolabile in volo.

L’ossatura degl’ impennaggi è costruita interamente in acciaio i longheroni sono in tubo di acciaio al Cr-Mo, ad eccezione del pennone di deriva e del longherone principale del piano fisso che sono in profilati di lamiera di acciaio al manganese; le centine, a traliccio, ed i bordi di entrata e di uscita sono in tubetti di acciaio al C.

Gli impennaggi sono rivestiti completamente in tela e sono irrigiditi esternamente da due tiranti lenticolari in filo di acciaio ad elevata resistenza e da due puntoni in tubo di acciaio profilati.

Il carrello, del tipo aperto ad assali indipendenti, è munito di ammortizzatori oleo-elastici con molle di acciaio. Gli assali, con le relative pipe di attacco di estremità. sono in acciaio al Ni-Cr; le gambe posteriori sono costituite da tubi profilati in acciaio al Cr-Mo, mentre le gambe elastiche sono costituite da tubi a sezione circolare, pure in acciaio al Cr-Mo.

Le ruote, del tipo IV, sono munite di freni ad aria compressa e sono racchiuse in carenature aerodinamiche in lamiera. di elektron o di alluminio. I pneumatici sono di dimensioni 800 X 150. Gli assali e le gambe elastiche sono pure carenati con lamiera di alluminio o di elektron.

La ruota di coda, orientabile, è munita di pneumatico di 260 X 100, ed è portata da una forcella di lamiera di acciaio al Mn., che può ruotare in una sede portata da una piramide in tubi di acciaio incernierata sulla fusoliera e munita di ammortizzatore oleo-elastico. Un apposito dispositivo richiama la ruota nel piano longitudinale dell’apparecchio.

– 0 –

Issue ran the year 1936 proposes You an article appeared on “Aerotechnics” 10: Strategic reconnaissance plane and from combat “Ro.37” Ro. 37 is an apparatus from strategic reconnaissance c from combat, biplane, single-engine aeroplane, two-seater. It can come mounted normally is with motor Fiat A.30 cooled R. To to water, that C. v. to 3000 m. develops 550, is with radial engine Piaggio P. X. R., cooled to air, that c. v. to 1000 m. develops 700 Can come mounted also with motor Piaggio P. XI King 30 to double star, of the power of 950 c. v. to 3000 m. or with motor Gnòme – Rhòne “Mistral 14 Major” Kirs, of the 870 power of c. v. to 3200 m. The “Ro. 37 “possess a remarkable autonomy, one elevated horizontal speed, with a considerable speed of climb and an optimal ease of handling, than joined with the elevated ultimate factor (14,5), concurs it to complete whichever crobatic evolution. Ro. 37 with 30 Fiat motor To R. To develops a speed of 318 km/h at a low altitude and of 335 km/h to 3000 m., it knows them to 6000 m. in 16′ and has an autonomy with normal cargo of 835 kg. and to the speed of 280 km/h, 1500 km. With motor Piaggio P. X. R. it develops a speed of 310 km/h at a low altitude and of 30Q to 2000 m., it knows them to 6000 m. in I8~2 “and 1m an autonomy, with the same payload of 835 kg. and to the speed of 260 km/h, 1350 km. Its speed of knocking down is 110 km/h. The autonomy to full tanks is of 1750 km. with the Fiat motor; of the 1600 with the Piaggio. motor maximum measure of advanced wings m. 11,08, inferiors m. 9,39; carrying surface total m. 231,36; the maximum length of apparatus m. 8,62 with Fiat motor, m. 8,56 with Piaggio motor Weight empty kg. 1450. The apparatus is to dual control. The places of the crew, of which that one of the pilot is situated front, is of the open type. The windshield of the pilot is constituted from three wide panels in glass, that perfect visibility in every sense concurs one. Between the place of the observer and that one of the pilot a fixed protection to transparent cover is arranged, that it allows directed communications between the two members of the crew and constitutes to the posterior extremity a baffle plate of protection of the observer. Instead of the aforesaid disposition the places of the crew they can come protect from a chiudibile cabin, completely transparent, constituted from a front windshield, from a part centers them fixed, within which she can re-enter, sliding on longitudinal guides, the posterior part, and from two flowing panels within cross-sectional guides between the windshield and the part they centers. Sayings panels are adjustable independently in height, so that it is possible with one of they to create a shelter where better aggrada, or with all and two to completely close the place of the pilot. Both the sistemazioni easy concur the eventual launch with parachute. The place of the observer is supplied on the two flanks of windows opens biles with baffle plates and on the bottom of a wide fixed window with emergency glass, that comfortable and optimal possibilities of observation concur. The seat of the pilot is adjustable in height to earth. That one of the observer, to ribaltabile back, can come fixed in flight to two various heights, is revolving around to just the vertical axis and can rotare towards the skillful flank, so as to to leave the part completely free they of the fuselage in correspondence of the place of the observer centers. For the flight to high quota the installation of the inalatore of oxygen is previewed is for the pilot is for the observer. The cell of the “Ro. 37″are biglide down climbed, with wings to rectangular plant tapered to the extremity and biconvex profile Romeo type. The advanced wing has a cross-sectional dihedron of 2°, and a dihedron in plant of 2°30 ‘. It is constituted from a pianetto, supported from mounting and hardened from cruises, and two halves wing. The inferior wing is formed from two hinged halves wing directly to the fuselage. The wings are connected from mounting external and pulling cruises of lenticular. Mounting is in steel tube to the Cr-Mo; pulling in high-tensile steel. The wings are constituted from two spars in tube of duralluminio to rectangular section, with holes of lightening on the sidewalls and from centers to attice in wood; struts in tube of duralluminio and cruises in steel thread complete the inner armor. All the attacks are in steel sheet to the Mn. knit to the autogenous one. The wings completely are covered in burlap; the skirt and the extremities are covered in plywood, covered in burlap. The ailerons, mount to you on the advanced wing, they are constituted from a tube spar of duralluminio and centers in wood, and are you cover yourself in burlap. The fuselage, to rectangular section, is constructed in steel tubes to the Cr-Mo knits you to the autogenous one. The attacks are of steel to the Mn. While the flanks are entire in tubes, the advanced beams and inferior they are in part controventate with high-tensile steel cruises. For ordered torsionale rigidity three they are controventate; two, of extremity, in tubes; an intermediate one, after the place of the observer, with a cruise of threads. As well as the back how much the bottom of the fuselage, from prow until to the pavement of the observer, is covered from cappottine in duralluminio, easy smontabili. The flanks and the poppiera part of the bottom are are covered in burlap, whose maintained shape ò on the flanks from listelli of wood and on the bottom from sheet in duralluminio. The motor castle ò also in steel tubes to the fixed Cr-Mo and ò to the fuselage by means of six bolts. It is covered with covered some in duralluminio easy and quickly smontabili. Of the two motors that can come it mounts to you, on the apparatus, 30 Fiat To R. To is a motor of the overdimensioned type, cooled to water, of the power of 600 c. v. to earth, to reduced gases and to 2600 turns, whose power of homologation to 3000 m. and 2750 550 turns is of c. v. It it is fortified of reducer with relationship 1/1,611. The Piaggio P. X. R., instead, is one stellar to 9 cylinders cooled to air, fortified of reducer with relationship 1/1,611 and compressor to impeller; its power of homologation, to 1000 m. of quota and 2350 turns, is of 700 c. v., while the power to earth and the same number of 670 turns is of c. v. The propeller for 30 the Fiat motor To R. To is metallic, to two shovels, of the diameter of m. 2,95. The propeller for the motor P. X R. is tripala metallic, to adjustable step to earth, of m. 3,15 of diameter. The motor castle, is for the motor To 30 R. To, it is for the motor P. X. R. is in steel tubes to the Cr-Mo it knits you to the autogenous one, and comes fixed to the fuselage with six bolts. 11 castle for the motor To 30 R. To is fortified of longherine in duralluminio, to which the motor comes fixed by means of five bolts for part. The motor P. X. R. comes fixed to the ring motor door of the castle by means of nine bolts, with interposed elastic hard gem pads. Motor saying is supplied of ring Magni, easy smontabile for the verification operations. Ro. 37 is to dual control. The transmission of the commandos to the rudders and the ailerons is realized with flexible steel cables. The incident of the fixed plan is adjustable in flight. The skeleton degl’ tail units is constructed entire in steel the spars is in steel tube to the Cr-Mo, ad.eccezione.del fin post and of the main spar of the fixed plan that is in it outlines you of sheet of steel to manganese; the centers, to attice, and the escape and entrance edges are in tubetti of steel to the C. The tail units are are covered completely in burlap and are hardened externally from two pulling lenticular ones in steel thread to elevated resistance and from two struts in steel tube it outlines to you. The undercarriage, of the opened type to independent axles, is fortified of oleo-elastic shocks-absorber with steel motivatings force. The axles, with the relative ones pipe of extremity attack are in steel to the Ni-Cr; the posterior legs are constituted from tubes outline to you in steel to the Cr-Mo, while the elastic legs are constituted from tubes to circular section, also in steel to the Cr-Mo. The wheels, of type IV, are fortified of brakes to compressed air and are enclosed in aerodynamic fairings in sheet. of elektron or aluminum. The tires are of dimensions 800 X 150. The axles and the elastic legs are pure careen to you with sheet of aluminum or elektron. The wheel of tail, adjustable, is fortified of tire of 260 X 100, and is capacity from a steel sheet staple to the Mn., that pyramid in the hinged on fuselage and fortified steel tubes can ruotare in one center capacity from one of oleo-elastic shock-absorber. An appropriate device recalls the wheel in the longitudinal plan of the apparatus.

Torna agli articoli storici

Torna home page

 

Correva l’anno 1936 Vi proponiamo un articolo apparso su “L’Aerotecnica” 10 fascicolo:

Aerei Italiani

Idro-Navale catapultabile da ricognizione e da combattimento “Ro.43”

Il “Ro.43” è un idro-navale a galleggiante centrale, biplano, monomotore, biposto , a doppio comando, montato con motore Piaggio P.X.R., che sviuluppa 700c.v. a 1000 metri. Esso è catapultabile da navi ed è stato studioato in modo da conferirgli caratteristiche che gli consentono l’impiego per la ricognizione e per il combattimento.

Ha le ali ripiegabili per permettere il ricovero a bordo e può venire impiegato come monoposto.L’apparecchio sviluppa la velocità massima di km/h. 305 a bassa quota e 316 a m. 2500. Autonomia a m. 2000, a velocità di crociera, km/h. 130. Apertura ali superiori m. 11,574, delle inferiori m. 9,80; superficie portante mq. 33,36; lunghezza dell’apparecchio m. 9,715; altezza m. 3,510. Peso a vuoto kg. 1660; carico utile kg. 640. L’apparecchio ha grande visibilità e maneggevolezza, nonchè forte armamento. L’apparecchio è del tipo aperto col posto del pilota disposto anteriormente. I posti dell’equipaggio possono tuttavia a volontà venire protetti da una cabina.Infatti un normale parabrezza è disposto avanti al pilota. Due pannelli trasparenti scorrevoli trasversalmente chiudono il posto del pilota stesso. Una copertura trasparente e scorrevole longitudinalmente chiude il posto dell’osservatore.

Si ha cosi una. sistemazione dell’equipaggio che consente facilmente l’abbandono dell’apparecchio in volo per l’eventuale lancio con paracadute. La fusoliera, di sezione rettangolare, è costruita con tubi di acciaio al cromo-molibdeno, saldati all’autogeno. Le fiancate sono a struttura rigida mentre il piano superiore e quello inferiore sono controventati in parte con aste rigide, in parte con fili di acciaio. Le campate in corrispondenza dell’osservatore sono controventate sul fondo dal pavimento di compensato. La copertura della fusoliera è in lamiera di duralluminio nella parte anteriore ed in quella dorsale, a pannelli facilmente e rapidamente smontabili. Il fondo è rivestito in lamiera di alclad e i fianchi sono intelati. Il castello motore è anche costruito in tubi di acciaio al cromo-molibdeno, saldati all’autogeno. Il motore è il Piaggio P. X. R. a riduttore con rapporto 1/1,61 e raffreddato ad aria. È munito di compressore a ventola che permette al motore di sviluppare a 1000 metri di quota ed !t 2350 giri 700 c. v. A terra sviluppa 670 c. v. a 2250 giri.

L’elica è metallica, in duralluminio a tre pale. L’avviamento del motore è effettuato mediante il motocompressore Piaggio P. 35. I serbatoi benzina e olio sono in lamiera di alluminio, protetti da opportuna verniciatura e intelatura.Il serbatoio e le tubazioni dell’estintore K. O. sono disposti in prossimità del castello motore. La cellula del « Ro. 43» è biplana, con ali a profilo sottile e scalate, ed è ripiegabile. Le ali sono costituite da due semiali e sono fissate ad un pianetto alare raccordato alla fusoliera.L’ala superiore è munita di alettoni. La rotazione delle ali per la manovra di ripiegamento avviene attorno ad un asse definito dagli attacchi dei longheroni, posteriori superiore e inferiore. I longheroni sono in duralluminio. le centine in legno.

L’armatura interna è costituita da tubi puntoni in duralluminio, da centina a puntone e da tiranti di acciaio. Il rivestimento è in tela, il bordo di attacco in compensato. I pianetti sono rivestiti in compensato. Gli impennaggi facilmente smontabili sono in tubi di acciaio al cromo-molibdeno saldati all’autogeno e rivestiti in tela e .sono irrigiditi da montanti in tubo di acciaio e da fili profilati ad alta resistenza.
Il piano fisso consente un’ampia regolazione dell’ incidenza in volo. Gli organi marini sono costituiti da un galleggiante centrale e due galleggianti d’ala. Il galleggiante centrale è in legno e sui fianchi di esso sono fissati gli attacchi per il lancio con catapulta. A poppa vi è un timone d’acqua collegato mediante rinvio sganciabile alle pedaliere.
Il collegamento alla fusoliera è costituito da quattro montanti in tubo di acciaio al cromo- molibdeno e da tiranti profilati in acciaio ad alta resistenza.
I galleggianti d’ala, in legno, sono fissati all’ala inferiore mediante montantini metallici, e sono fra loro intercambiabili.

– 0 –

Issue ran the year 1936 proposes You an article appeared on “Aerotechnics” 10: Catapultabile Idro-Navale from recognition and combat “Ro.43” the “Ro.43” is a idro-naval one to floater centers them, biplane, single-engine aeroplane, two-seater, to dual control, mounted with motor Piaggio P.X.R., than sviuluppa 700c.v. to 1000 meters. It is catapultabile from ships and has been studioato so as to conferirgli characteristic that it concur the employment for the recognition and the combat. It has the foldable wings in order to allow the shelter to edge and can come employed as monoposto.L’ apparatus at a low altitude develops the maximum speed of km/h. 305 and 316 to m. 2500. Autonomy to m. 2000, cruise speed, km/h. 130. Opening advanced wings m. 11,574, of inferiors m. 9,80; carrying surface mq. 33,36; length of apparatus m. 9,715; height m. 3,510. Weight empty kg. 1660; payload kg. 640. The apparatus has great visibility and ease of handling, nonchè strongly armament. The apparatus is of the type opened with the place of the disposed pilot front. The places of the crew can however a.voluntad come protect from one cabina.Infatti a normal windshield are arranged ahead the pilot. Two flowing transparent panels cross-sectionally close the place of the same pilot. A transparent and flowing cover longitudinally closes the place of the observer. A sistemazione of the crew is had cosi who easy concurs the abandonment of the apparatus in flight for the eventual launch with parachute. The fuselage, of rectangular section, is constructed with tubes of steel to chromium-molybdenum, knits you to the autogenous one. The flanks are to rigid structure while the advanced plan and that inferior are controventati in part with rigid auctions, in part with steel threads. The spans in correspondence of the observer are controventate on the bottom from the plywood pavement. The cover of the fuselage is in sheet of duralluminio in the front part and that ridge, to easy and quickly smontabili panels. The bottom is covered in Alclad sheet and the flanks are intelati. The motor castle also is constructed in tubes of steel to chromium-molybdenum, knits you to the autogenous one. The motor is the Piaggio P. X. R. to reducer with cooled relationship 1/1,61 and to air. It is fortified of compressor to impeller that allows the motor to develop to 1000 meters of quota and!t 2350 700 turns c. v. To 670 earth c. v. to 2250 turns develops. The propeller is metallic, in duralluminio to three shovels. The starter of the motor is carried out by means of the engine compressor Piaggio P. 35. The tanks benzine and oil are in aluminum sheet, protect from opportune paint job and intelatura.Il tank and the pipages of the K. extinguisher Or are disposed in proximity of the motor castle. The cell of the “Ro. 43″are biglide down, with wings to thin profile and scalings, and are foldable. The wings are constituted from two halves wing and fixed to a pianetto wing are joined together to fusoliera.L’ the advanced wing are fortified of ailerons. The spin of the wings for the folding maneuver happens round to an axis defined from the attacks of the spars, posterior advanced and inferior. The spars are in duralluminio. the centers in wood. The inner armor is constituted from tubes struts in duralluminio, center to strut and from pulling of steel. The covering is in burlap, the skirt in plywood. The pianetti they are you cover yourself in plywood. The easy smontabili tail units are in tubes of steel to chromium-molybdenum knit you to the autogenous one and are covered in burlap and sono hardened from mounting in steel tube and threads it outlines to you to high resistance. The fixed plan concurs a wide regulation of the incidence in flight. The organs navy are constituted from a floater center them and two floaters of wing. The floater centers them is in wood and on the flanks of it the attacks for the launch with catapult are fixed. To breast there is a water rudder connected by means of releasable dismissal to the pedal-key. The connection to the fuselage is constituted from mounting in tube of steel to four chromium molybdenum and from pulling it outlines to you in high-tensile steel. The wing floaters, in wood, are fixed to the inferior wing by means of montantini metallic, and are between interchanging they.

 

 

Torna agli articoli storici

Torna home page

 

Aerei Italiani vuole ringraziare l’amico EDGARDO BOMPANI che gentilmente ci ha concesso dall’archivio del padre di pubblicare queste foto di uno degli esemplari “italiani” del Dormier Do X I-REDI poi R.I Antonio Maddalena.

AEREI ITALIANI

 

Una foto reca incisa la data del 06-09-1931.

Foto 1 : R.I. Antonio Maddalena – dopo incorporamento Regia A. -L’idrovolante porta il nome del Gm/STV pil. Umberto Maddalena gia’ 3 M.d’A -M.d.B.(1 Guerra Mondiale) e Comandante-preparatore dei piloti ad Orbetello della I Crociera Atlantica- perira’ il 19 Maggio 1931 alla preparazione di un nuova impresa. (Coll. Edgardo Bompani)

Foto 2 : Idrovolante I REDI della SA Navigazione vista di fronte (Coll. Edgardo Bompani)

Foto 3 :Idrovolante I REDI 3/4 dal dietro (Coll. Edgardo Bompani)

Foto 4 :Idrovolante I REDI 3/4 dal davanti. (Coll. Edgardo Bompani)

 

Iconografia: SA Navigazione Aerea

 

Un altro grazie a Giancarlo De Paolis che ci invia queste altre meravigliose foto del Dormier DO X Umberto Maddalena della Sua collezione.

Le foto sono state scattate dal padre del suocero di Giancarlo, Gentile Crescenzo fotografo dell’Istituto Luce decorato al V.M. reduce delle campagne di Etiopia, Spagna, Grecia e Africa .

Foto 1 L’idrovolante Umberto Maddalena con il suo equipaggio e gli inservienti -Foto 1 (Coll. G. De Paolis)

Foto 2 L’idrovolante Umberto Maddalena con il suo equipaggio e gli inservienti -Foto 2 (Coll. G. De Paolis)

Foto 3 L’Idrovolante Umberto Maddalena in Volo (Coll. G. De Paolis)

Foto 4 Una foto ripresa dall’ala della cabina di pilotaggio e della prua (Coll. G. De Paolis)

Foto 5 L’Idrovolante in flottaggio con due motori in moto (Coll. G. De Paolis)

Foto 6 Vista di fronte con cappottature alla cabina (Coll. G. De Paolis)

Foto 7 Vista dela deriva posteriore (Coll. G. De Paolis )

 

 

Dato il valore storico delle fotografie vi invitiamo chiunque avesse notizie piu’ precise nel mettersi in contatto E-mail. Con il webmaster o la redazione-

 

 

Brevi Pagine di Storia dell’Aviazione Italiana

Aerei Italiani

 

Aerei Italiani.net e’ felice di pubblicare gratuitamente le Vostre foto, le Vostre Comunicazioni e link , anche aziendali, del settore Aeronautico , mandate una Email a :

Copyright 1999-2013 Diego Brozzola

Sito gemellato con Maurizio Moscatelli.it e Ammiraglia 88

Home        Presentazione        Recensione Libri        Foto Storiche        Foto Attualita‘        Cartoline e Pubblicita’

Articoli Storici        Articoli di Attualita‘        Schede Aeromobili        Monumenti Aeronautici        Bibliografia

foto della manifestazione aerea di Rivolto 2000 – 10/09/2000

Aerei Italiani

Statica:

AMX – Indians

Tiger – Moth di Prizzon

Saab Draken Austriaco

F16 del 555 Sq. USA

MB 339 – CD

Linea di Volo

 

Air Show:

 

Patrouille De France N.1

Patrouille De France N.2

AMX 2 Stormo N.1

AMX 2 Stormo N.2

Patrulla Aguila N.1

Patrulla Aguila N.2

Breitling Eagles

Draken Austriaco

  1. 18 Svizzero

Patruille Suisse N. 1

Patruille Suisse N. 2

Frecce Tricolori N. 1

Frecce Tricolori N 2.

Red Arrow N. 1

Foto 15: G.222 RM del 14° Stormo – 8° Gruppo

Foto 16: Nardi NH-500E del 72° Stormo – 208° Gruppo

Foto 17: Casa CN235/300 – veivolo di supporto Patruilla Aguila

Foto 18: C.130 Turkish Stars – veivolo supporto Turkish Stars

Foto 19: Tornado Tedesco

Foto 20: F-5 Turkish Stars

 

 

Esibizioni /Exibition:

Foto 21: Yak 52 foto – 1

Foto 22: Yak 52 foto – 2

 Foto 23: Yak 52 foto -3

Foto 24: Yak 52 foto – 4

Foto 25: Yak 52 foto – 5

Foto 26: Fiat G.46 foto – 1

Foto 27: Fiat G.46 foto – 2

Foto 30: Fiat G.46 foto – 3

Foto 31: T- 28 foto -1

Foto 32: T- 28 foto – 2

Foto 33: T- 28 foto – 3

Foto 34: Falcon 900EX –

Foto 35: Tornado – 6° Stormo -Red Devil – in rullaggio

Foto 36: Tornado – 6° Stormo -Red Devil – in virata

Foto 37: Tornado – 6° Stormo -Red Devil – in atterraggio

Foto 38: Tornado – 6° Stormo -passaggio veloce

Foto 40: F 104 ASA-M

Foto 41: F-16 Dutch Air Force in rullaggio

Foto 42: F -16 Dutch Air Force foto – 1

Foto 43: F -16 Dutch Air Force foto – 2

Foto 44: F -16 Dutch Air Force foto – 3

Foto 45: F- 16 Dutch Air Force foto – 4

Foto 46: F- 16 Dutch Air Force foto – 5

Foto 47: F- 16 Dutch Air Force foto – 6

Foto 48: F- 16 Dutch Air Force in atterraggio

Foto 49: Breitling Eagles

Foto 50: Breitling Eagles

 

 

     

Copyright Photos Brozzola Diego – Le foto sono in libera divulgazione non possono venir usate per scopi commerciali.

6 aprile 2006: Mostra per l’80esimo annniversario del Museo Baracca a Lugo

 

Foto Storiche – Pubblicità di Aerei italiani

Foto – Pubblicità – Cartoline di interesse storico e non

di recente pubblicazione

 

 

 

 

Aprile 2006

  • Pilota con Breda Ba.25 ( Coll. Tito Modica)
  • Equipaggi di S.M. 81 (Coll. Tito Modica)

Novembre 2006

  • Il fido Blanik L.13 I-ACRQ di Maurizio Moscatelli
  • Anni ’30: Fiat Cr.32 MM.2448 del 1° Stormo probabilmente in Francia a Le Bourges (Coll. Brozzola)
  • Anni ’30: Breda 42 probabilmente fotografato in territorio francese (Coll. Brozzola)
  • S.M. 79 Dei Sorci Verdi ( Coll. Bruno Fanton )
  • Equipaggi dei Sorci Verdi ( Coll. Bruno Fanton)
  • Equipaggi dei Sorci Verdi -2- (Coll. Bruno Fanton)

Ottobre 2006

  • 25 Cartoline Edizioni Cielo

Luglio 2006

  • Cartolina Commemorativa Eliexpo 2006
  • Cartolina Commemorativa 5° Rigel 1976-2006
  • Cartolina Commemorativa 5° Rigel 1976-2006

Giugno 2006

  • Montaggio di Siluro su S.M.79 (Coll. Brozzola)
  • Caproni Ca.313 “Caprona” catturata dalla RAF “NA3T / ATPH Photo “
  • Caproni Ca.313 “Caprona” catturata dalla RAF “NA3T / ATPH Photo “
  • S.M. 79 “Sparviero” catturato dalla RAF “NA3T / ATPH Photo “

Maggio 2006

  • Il Breda Zappata 308 a Bresso (Arch. d’Agostino)
  • Macchi MC.200 in riparazione in Africa Settentrionale (Arch. d’Agostino)
  • Savoia Marchetti S.M.81 in riparazione in Africa Settentrionale (Arch. d’Agostino)
  • Squadra Aerea del Carnaro nell’aeroporto di Grobnico nel 1919-20 – Eugenio Casagrande pilota della Giovane Italia a fianco dello SVA di Giordano Bruno Granzarolo * (esemplare 11721 tutt’ora conservato a Vigna di Valle) Arch. Rivellini. (*Note di Paolo Varriale)
  • Squadra Aerea del Carnaro nell’aeroporto di Grobnico nel 1919-20 – foto di Eugenio Casagrande con i piloti . Arch. Rivellini.
  • Squadra Aerea del Carnaro nell’aeroporto di Grobnico nel 1919-20 – ingrandimento foto di Eugenio Casagrande con lo SVA di Giordano Bruno Granzarolo. Arc. Rivellini

 

Aprile 2006

  • Savoia Marchetti S.M. 73 – Avio Linee Cecoslovacche (Coll. Brozzola)
  • Fiat G.55B MM.57345 (Coll. Brozzola)
  • Idro Caproni 1918 – Caproni landplane taking off seasled at Hampton Roads, November 15 1918 (Coll. Brozzola)
  • Cant.Z. 506 – Avieri e siluro – In una base aerea italiana : la messa a punto dei siluri prima della sistemazione sugli aerosiluranti.(Coll. Brozzola)

 

Marzo 2006

  • Macchi Mc.202 catturato USA(Coll. Brozzola)
  • Savoia marchetti S.M.75 Ala Littoria in rifornimento (Coll. Brozzola)
  • Cambilargiu Folz C.F.1 (Coll. Brozzola)
  • Bourget 1934 N.1 – Le Bourget 29 Juin 1934. Le général Valle, ministre de l’air Italien a quitte le Bourget ce matin à destination de Londres où il va assister au meeting de Handen. le général Valle salue les troupes qui lui rendent les honneurs à son arrivée au Bourget.(Coll. Brozzola)
  • Bourget 1934 N.2 – Le Bourget 7 Juin 1934. Une grande parade des esquadrilles italienne et francaises a eu lieu cet après-midi à l’aérodrome de Dugny-Bourget. Vue génerale prise pendant la remise des décorations par le Gènèral Tulasne.(Coll. Brozzola)
  • Bourget 1934 N.3 – Le Bourget 7 Juin 1934. Une grande parade des escadrilles italienne et francaise a eu lieu cet après-midi ° l’aérodrome du Bourget. L’escadrille francaise en vol.(Coll. Brozzola)

 

Febbraio 2006

  • Pubblicità Stanavio 1936 (Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Agusta 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Alfa Romeo 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Avorio 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Bonomi 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Breda 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Breda 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità CAB 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Caproni 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Caproni 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità CRDA 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità FIAT 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità FIAT 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità FIAT 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Isotta Fraschini 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Macchi 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Magni 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Piaggio 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Piaggio 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Reggiane 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Romeo 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità SAI 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Secondo Mona 1936(Coll.Brozzola)
  • Pubblicità Savoia Marchetti 1936(Coll.Brozzola)

 

Gennaio 2006

  • De Bernardi con il Ca.113 a Cleveland Ohio agosto-settembre 1931 (Coll. Brozzola)
  • Uppercut Burnelli UB20 NR397N a Cleveland Ohio agosto-settembre 1931 (Coll. Brozzola)
  • Cant Z.501 della sperimentale di Vigna di Valle – Aereoexport F.U.S. (Coll. Brozzola)
  • Savoia Marchetti S.M. 83 Sabena (Coll. Brozzola)
  • Fiat G.82 sormontato dal motore Merlin del G.59 (Coll. Brozzola)
  • Il Duca D’Aosta passa in rassegna gli epuipaggi dei Ca.133 (Arch. Maurizio Messa)
  • Re.2002 – 5° Stormo 239 Sq.- dell’Aziazione Cobelligerante italiana in volo (Coll. Brozzola)
  • Cant Z. 1007b. dell’aviazione Cobelligerante Italiana in volo (Coll. Brozzola)
  • Macchi Mc. 202 catturato dagli USA (Coll. Brozzola)

Vai alle altre foto storiche

Vai alla home page

 

Foto Storiche di Aerei italiani

Foto di interesse storico e non:

Le nuove foto Storiche

 

Dai primordi del volo alla prima guerra mondiale

Dal primo dopoguerra alla seconda guerra mondiale

Dal secondo dopoguerra ai giorni nostri

Tutte le fotografie sono di proprieta’ dei rispettivi archivi qualora non fossero indicati si prega di far pervenire via E-mail le notizie necessarie ad una pronta rettifica – se vuoi pubblicare una Tua foto spediscila:

 

Pubblichiamo questa intervista apparsa nella rivista del TCI del 1910 sul noto idroplano dell’Ing. Forlanini a parlare lo stesso ingegnere che illustra l’esperienza acquisita nel 1910 con il prototipo:

Aerei Italiani
“Il Mio Idroplano”

L’apparecchio è stato brevettato sotto il nome di apparecchio idrovolante; infatti esso eseguisce un vero volo idraulico, essendo sostenuto dall’acqua in modo analogo a quello con cui si sostengono nell’aria gli uccelli e gli aeroplani, vale a dire per la reazione dinamica dell’acqua su delle superfici o alette attaccate al corpo dell’ apparecchio, i quale rimane completamente fuori dell’acqua durante il funzionamento, L’ idea di utilizzare 1 a reazione dinamica dell’ acqua non è nuova, ma finora non è stata applicata con successo, ad eccezione di quanto è stato fatto cogli apparecchi glisseurs. denominati ricochets; in questi apparecchi però, lo scafo non si solleva dall’ acqua ma scivola sulla superficie della medesima, il che si oppone al raggiungimento di grandi velocità, La caratteristica più importante dell’ apparecchio è che la resistenza dell’acqua all’avanzamento è indipendente dalla velocità dell’apparecchio, e perciò costante, ed eguale circa ad un dodicesimo del peso totale; la resistenza totale all’avanzamento è solo aumentata dalla porzione di resistenza dovuta all’ aria, porzione che è naturalmente proporzionata al quadrato della velocità. Simili apparecchi potranno per conseguenza raggiungere nell’ avvenire delle velocità di 100, ed anche 150 chilometri all’ ora; e potranno pure cambiarsi in veri apparecchi volanti coll’ aggiunta di superfici di sostegno aeree. Dopo sei anni di esperienze, 1 ‘autore può ormai ritenere di essere arrivato a risultati pienamente soddisfacenti e definitivi. Il primo idroplano, provato negli anni 1905-1906-1907, aveva già dimostrata la bontà del nuovo sistema, ma il suo funzionamento era sempre stato compromesso dall’assoluta mancanza di regolarità del cattivo motore da 70 HP di cui era munito. Un altro idroplano, provato nel 1908-1909, aveva un impianto a motore a vapore, col quale il funzionamento fu assai più regolare, ma la potenza disponibile era di soli 25 HP; pure l’apparecchio, pesante più di una tonnellata, raggiunse delle velocità superiori ai 50 chilometri all’ora. L’idroplano recentemente provato (vedi fotografie) pesa due tonnellate comprese due persone di equipaggio (oltre a queste può portare quattro passeggieri) ed ha un motore Fiat di 100 HP; esso è già arrivato alla velocità di 75 chilometri all’ora, e questa velocità potrà essere ancora aumentata coll’ introduzione di alcune leggere migliorie che sono attualmente in corso di esecuzione. Anche senza queste migliorie, I’idroplano ha potuto eseguire il 23 dicembre scorso un piccolo raid di andata e ritorno da Laveno a Locarno distanza 34 chilometri – coprendo il percorso in 29′ cioè colla velocità media di 70 chilometri all’ora. Questo idroplano ha uno scafo in lamiera lungo 10 metri; a prua ed a poppa sono fissati trasversalmente a questo scafo due robusti tubi d’acciaio lunghi circa m. 3,50, alle cui quattro estremità libere, a destra e a sinistra dello scafo sono assicurati, mediante opportune astine di sostegno, dei sistemi di alette sovrapposte, in acciaio di alta resistenza, lavorate con estrema cura. Queste alette sono di dimensioni decrescenti dall’alto al basso. Quando l’idroplano è fermo e galleggia sull’acqua, come un’imbarcazione ordinaria, esse si trovano immerse nell’acqua. Non appena l’idroplano per effetto della spinta della sua elica comincia a muoversi in avanti, l’acqua esercita sulle alette, aventi una leggiera inclinazione sull’orizzontale, uno sforzo verticale, precisamente come, fa l’aria sulle ali degli uccelli e degli aeroplani ;lo scafo quindi tende a sollevarsi, a diminuire la sua immersione e quindi la resistenza all’avanzamento, sicchè la velocità può crescere.

Così si arriva ben presto a un momento in cui tutto lo scafo si trova intieramente sollevato sopra il livello dell’acqua. A questo punto la velocità cresce anche più rapidamente, e di mano in mano le varie alette sovrapposte vanno uscendo una dopo l’altra dall’acqua; finchè alla massima velocità soltanto le ultime vi rimangono appoggiate, mentre il fondo dello scafo si trova; a circa 65 centimetri sul livello dell’acqua.

Ing. ENRICO FORLANINI.

Torna agli articoli storici

Grazie a Riccardo Rivellini possiamo nostrarVi queste foto e questi articoli di bollettino che ricordano gli aviatori della Squadra Aerea del Carnaro che con Gabriele d’Annunzio era presente a Fiume negli Anni 1919-1920.

Aerei Italiani

Eugenio Casagrande pilota della Giovane Italia a fianco dello SVA di Giordano Bruno Granzarolo * (esemplare 11721 tutt’ora conservato a Vigna di Valle) Arch. Rivellini. (*Note di Paolo Varriale)

foto di Eugenio Casagrande con i piloti . Arch. Rivellini.

Un nostro velivolo precipita sulla città
Due aviatori morti
Questa mattina un grave avvenimento luttuoso ha impressionato la città. Verso le 11 i passanti potevamo ammirare gli audaci voli di un veivolo montato da due aviatori che librandosi a poca altezza sopra il porto, compì due giri della morte, dirigendosi a bassa quota e con grande velocità verso Sussak. Di lì ritornò, seguito dagli sguardi di numerosi curiosi, attenti alla manovra.
Quando il veivolo che si trovava a circa cinquecento metri di altezza, nel suo ritorno fu sopra le case di San Vito, chi lo seguiva canstatò un rallentamento dell’elica, che, dopo un poco rimase totalmente ferma. Coloro che conoscono il funzionamento dei veivoli ebbero subito la percezione che qualche cosa di anormale succedeva al motore.
Ed invero il veivolo cominciò subito a precipitare ed a ondulare. L’aviatore che lo giudicava doveva certamente cercare di tenere in equilibrio l’apparecchio, per portarlo sopra uno spiazzo.
Ma mancò il tempo e la possibilità: il veivolo improvvisamente precipitò vertiginosamente, battendo contro la casa Fabich di via Pomerio.
Il veivolo s’abbattè in un piccolo cortile tra la casa Fabich e la casa Viezzoli. Un alta colonna di fumo si alzò dal motore in fiamme.
Uno degli aviatori piombato dall’alto cadde su la ringhiera che chiude il cortile rimanendo infilato in due lance, che gli trapassarono il fianco e il cuore. Gli accorsi trovarono così il corpo del compianto, lambito dalle fiamme.
Il secondo corpo era in mezzo al cortile, reso irriconoscibile dalle fiamme che l’avevano tutto ustionato.
Le persone accorse rimasero fortemente rattristate della grave sciagura, molte donne piangevano.Poco dopo giunse sul luogo il Comandnante, ed i corpi dei due valorosi vennero trasportati alla cappella mortuaria del cimitero.Il veivolo precipitato portava il numero 31.
I due disgraziati aviatori sono: il tenente Aldo Bini, decorato di medaglia di bronzo, e il vicebrigadiere dei carabinieri Giovanni Zeppegno, appartanente alla 128 Squadriglia di Bolzano.
Non sorge nuovo sole che non sia preceduto da un’alba sanguigna. Fiume italiana ha oggi il suo primo sangue. Segnamo nel nostro cuore questi due nomi ormai sacri alla storia. Aldo Bini e Giovanni Zeppegno, assunti come gli evangelisti all’immortalità in un gran carro di fuoco volontariamente offertisi per la libertà di Fiume e la gloria d’Italia oggi, come ieri, sul cielo del Quarnaro come sul cielo del Carso e dall’Altipiano. L’esercito di Fiume ha due volontari di meno e una gloria di più; una gloria di fronte alla cui maestà divengono insignificanti i cacchini malvagi di cui insultava gli avventurieri della nostra legione, di chi opponeva alla nostra fede i conti del carbone e del grano. Due spoglie sacre schiaffeggiano con la loro maestà , i vigliacchi e gl’ignavi. Sentite: Aldo Bini era già stato vittima due mesi addietro d’un disastro aviatorio. Gravemente ferito, dal letto dell’ospedale, aveva giurato al padre di non più volare. Ma Fiume lo aveva chiamato. La salvezza di Fiume, recandovi il suo aeroplano e la sua fede. Domani il padre, la fidanzata, gli amici saranno che Aldo Bini ha pagato con la vita il suo amore per l’Italia. Con lui ha dato il suo tributo il Brigadiere Zappegno, venuto con lui da Bolzano, bello e bravo giovane di cui tutti abbiamo ammirato la serietà e la fede.

Le Ali d’Italia con noi
La 38.a Squadriglia Aeroplani invia la seguente nota da Trieste, 24 settembre:
Al Comandante Gabriele d’Annunzio
In seguito al lancio di manifestini eseguito su Fiume da un apparecchio italiano, in diversi giornali si leggeva che l’apparecchio apparteneva ad una squadriglia che presta servizio al 26.o corpo d’armata.
La 38.a squadriglia da ricognizione per artiglieria, la mia, l’unica (almeno credo) che sia alle dipendenze del 26.o corpo di armata, il 15c.m. non aveva apparecchi in volo, perchè da questi, inseguito ad ordine superiore, erano stati tolti i magneti.
Al contrario , il 13 mattina, tutti i subalterni col comandante (tenente Travagliante) volarono su Fiume, lanciando messaggi a voi indirizzati: messaggi coi quali ci si dichiarava pienamente solidali al vostro operato.
Tenente Alfredo Scotti
osservatore 38.a squadriglia Aeroplani.

IX Agosto 1918 – IX Agosto 1920
Il secondo anniversario del volo su Vienna
Fiume d’Italia ha voluto degnamente ricordare il volo su Vienna insieme con otto audaci, gabriele d’Annunzio.
La cerimonia era preannunciata da un nobilissimo manifesto del Sindaco.
Verso le 18 la piazza Dante cominciava ad affolarsi e solo dopo le 19 i reparti hanno la possibilità di formarre il quadrato: la folla enorme si accalca intorno e tende a rompere i cordoni di truppa e ad invadere il centro della piazza. Quivi sono raccolti gli aviatori di Fiume comandati dal magg. Lombard. Alle 19,13 accolto da un applauso prolungato che si propaga rapidamente per il Corso Vittorio Emanuele e per la Piazza Dante, giunse in automibile il Comandante.
Egli scende, saluta il comm. dott. Grossich e il Sindaco cav. Gigante, venuti ad accoglierlo, indi passa in rivista le truppe che presentano le armi, fra continui applausi e sotto una pioggia di fiori.
La consegna del gaglliardetto
Terminate la rivista il Comandante si avvicina al gruppo degli aviatori, stringe loro la mano e scambia parole di saluto e felicitazioni.
Al gruppo si avvicinano cinque bambine che offrono agli eroi del volo su Vienna splendidi mazzi di fiori. Al Comandante viene offerta una magnifica corona di lauro e di quercia.
Subito dopo nella piazza gaia e festosa si fa un silenzio religioso: parla il Comandante.
Egli parla rivolto ai quattro compagni presenti i tenenti: Locatelli , Censi, Granzarolo e Sarti; nella sinistra tiene il magnifico gagliardetto offerto dalle donne milanesi.
Lo stendardo del Leone
Squadra aerea del Carnaro, Fiamme blu, compagni d’ala, compagni miei nel cielo di Vienna e in ogni cielo combattuto, oggi è il secondo anniversario del grande volo.
Il primo anniversario lo celebrammo nella tristezza della separazione. Ma l’impresa di Fiume era già deliberata irrevocabilmente. L’occhio era già fisso come la volontà.
Vi mandai un messaggio in cui era detto: “Avrà ragione chi non fu mai stanto e chi non sarà mai stanco”.
Era detto quel che oggi ridico in Fiume nostra, città di vita e decoro della patria.
Locatelli, Censi, Granzarolo, Sarti, siete presenti. Finzi, Massani, siete lontani e certo aflitti d’essere assenti. Palli, Allegri, siete sottoterra, e nel sommo cielo, e veggenti.
Dei nove cinque siamo qui. Dei sette vivi, cinque siamo qui. E sono qui altri compagni d’altre prove non meno audaci. E sono qui, spiriti alzati intorno allo stendardo, i nostri martiri:Scaffidi, Bini, Ferri, Zeppegno. Li chiamo. Intorno allo stendardo del lungo volo io levo l’appello eroico ai vivi e ai morti. Per essi la Causa è alata, immortalmente. I colori di questa insegna splendevano sui fianchi dipinti delle nostre fusoliere. L’insegna purpurea del Leone con le cinque bande fiammeggiava nel vento della rapidità e dell’intrapidezza.
Ora è issata in cima al ferro d’una lancia di cavaliere: d’una vecchia lancia appartenuta al reggimento rosso di Francesco Baracca. Il motto che v’ è inscritto io lo trovai nella notte di Cattaro, Iterum rudit Leo: il Leone rugge un’altra volta. Quella notte il rugghio imitava lo scoppio della bomba.
Squadra del Carnaro Fiamme blu, affido lo stendardo all’alfiere: a quello che primo prese terra nel ritorno.
Le cinque bande si volgono tuttavia a levante,obbedendo al soffio del destino. Parole sobrie, o Teste di ferro. Mentre spira il mese undecimo in Fiume armata e libera, la certezza di ferro è in noi. In noi tutti; nei combattenti del cielo, della terra e del mare.
Legionari e cittadini, popolo unico e magnanime di Fiume, salutate il segno vittorioso in cima a questa lancia di cavaliere che sfavillò nella carica. legionari, presentate le armi ! Cittadini scopritevi ! L’aquila della gloria latina passa sopra noi, nel più periglioso cielo del mondo. Intonate il novo inno!

Alla fine del breve e vigoroso discorso scoppia un nuovo applauso. Il COmandande riconsegna il gagliardetto offerto agli aviatori dalle donne di Milano, al ten. Censi, indi abbraccia e bacia commosso i quattro compagni della sua audacia.
La banda della brigata Sesia, eseguisce il nuovo inno a Fiume del maestro La Botella.Indi comincia la sfilata che si svolge ordinatissima nella seguente formazione.
In testa alle truppe il col. Rossi; poi seguirono; la Marina, i Granatieri, Brigata Regina, Brigata Sesia, batt. Randaccio, Alpini di Morbegno, Arditi VIII, XII e XXII Reparto, Comp. d’Annunzio, Artiglieria da montagna, campale e di Marina, Reparto Autoblindo, Guardi di Finanza, Battaglione fiumano con reparti di Polizia militare; Legione della Venezia Giulia, legione Dalmata, Bersaglieri, Piemonte Reale Cavalleria.
Durante tutta la sfilata i varii reparti vennero salutati da fragorosi applausi. Commovente il saluto delle truppe quando giunte all’altezza del palco ove si trovava il Comandante anzichè l’usuale ” A noi ! “, gridavano forti e frementi: “Spalato !”.
Dopo la bellissima sfilata che duro’ quasi un’ora, il Comandnate non volle ritornare al palazzo in automobile ma bensì, postosi alla testa della truppa, al suono della banda si resò marciando fino al Comando, la facciata del quale era illuminata – come nelle grandi occasioni – dallo stellone fiammeggiante di tutte le sue luci.
Miliaia di cittadini accompagnarono i reparti fino al Palazzo cantando e inneggiando all’Italia, a Gabriele d’Annunzio.

Torna agli articoli storici
Torna home page